L’ARTE CONTEMPORANEA PROMUOVE L’ARCHEOLOGIA

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L’arte contemporanea promuove l’archeologia
Inaugurato il prototipo di un’installazione artistica per la recinzione di Vignale. Zanini: «Risultato della sinergia tra scuola e università che dedichiamo a Ulivelli».
di Cecilia Cecchi
PIOMBINO. L’arte contemporanea incontra l’archeologia per promuoverla. Ideale lo “spicchio” di recinzione (di un bianco abbagliante) inaugurato ieri mattina agli scavi di Vignale. Nel mezzo della rete, lato strada, “The nest” (il nido), frutto della creatività di Antonio Mazzolai, studente del quarto anno al Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” di Siena insieme a un’equipe di “colleghe”. A Riotorto Giovanni Pala, Responsabile di Plesso e Antonio Paghi, professore che ha seguito tutte le fasi del lavoro. Ci sono Enrico Zanini ed Elisabetta Giorgi (Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena) che curano lo scavo fin dal 2003. «Da allora – ricorda Giorgi – gli scavi “vivono” in stretto contatto con la comunità locale, col mondo della scuola». Di più; si applica un’archeologia multitasking che usa il web conta su una radio, si autopromuove con gadget. Uno stand a Riotorto in tutto questo lungo periodo della Sagra del Carciofo.
L’esperienza è raccontata in un Blog e su Facebook, il nome è sempre lo stesso “Uomini e Cose a Vignale”. Modo ideale per condividere l’esperienza di «archeologia pubblica che l’Università di Siena sta conducendo a Vignale. Un’antica stazione di posta – si spiega sul social network – è lo scenario in cui si ragiona di passato, presente e futuro di un micro-territorio. Occasione per ricostruire e raccontare storie e per sviluppare progetti di conoscenza e tutela dell’identità culturale di un micro-territorio».
Si va ben oltre la pur preziosissima “mansio” – forse il primo prototipo d’albergo a basso costo – risalente alla fine del I secolo a.C., venuta alla luce in un territorio contrassegnato dalla presenza degli Etruschi a Populonia. Dando un’occhiata al Blog si trova conferma di quant’è stretto il legame tra chi scava qui (pur solo tra settembre e ottobre ) e la comunità locale.
Postato di recente un video degli alunni di V di Riotorto “Giù le mani dalla nostra storia”, spot contro gli atti di vandalismo che più volte hanno preso di mira il sito.
Insomma, la recinzione d’artista sta proprio bene tra le iniziative tese a valorizzare l’area; “The Nest” (la firma è di Antonio Mazzolai e Anna Salvestrini, Cecilia Punzo, Maria Giovanna Deronda) «è bellissimo – dice Zanini, inaugurando – e ce l’abbiamo fatta a soli otto mesi da quando l’abbiamo pensato… non sembrava possibile. Risultato della sinergia delle istituzioni, quando la scuola fa il suo mestiere e traduce le idee in realtà. Questo prototipo servirà moltissimo – aggiunge – un’ idea straordinaria che non respinge, ma attira la gente. Installazione destinata a diventare permanente (ieri sera è stato smontato ndr), insieme ad altri pannelli. Anche la scelta del bianco assoluto è vincente, in un paesaggio colorato. La dedichiamo al “Lare” di questo campo, Ivo Ulivelli, che non è più con noi. Ivo, il fattore da sempre a protezione di questi campi, che da sospettoso quando ci ha accolto, temendo che facessimo violenza alla sua terra, ci ha poi “accompagnato” insegnandoci come avvicinarci ad essa con rispetto e leggerezza». Dai legami di collaborazione che portano avanti gli scavi, sfidando cambiamenti e superando difficoltà, risulta ormai chiaro che i lari, Vignale Riotorto, non l’abbiamo mai abbandonata.
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05 maggio 2014